I 10 migliori siti archeologici in Siria
La Siria è uno dei territori con la più lunga e continua storia di urbanizzazione del mondo. Le prime piante di grano domestico vengono dalla Siria nordoccidentale; le prime ceramiche del Neolitico del Levante sono prodotte nei siti siriani; Ebla e Mari erano grandi potenze commerciali del III millennio a.C. Palmira fu una delle città più ricche dell'Impero Romano, al crocevia delle rotte carovaniere tra il Mediterraneo e la Mesopotamia. Il conflitto civile dal 2011 ha causato danni devastanti al patrimonio: Palmira fu parzialmente distrutta dall'ISIS nel 2015 (con l'uccisione dell'archaeologo Khaled al-Asaad), Aleppo e Homs subirono bombardamenti intensi, decine di siti furono saccheggiati sistematicamente. La ricerca archaeologica internazionale è sospesa in molte aree, ma le conoscenze accumulate in un secolo di scavi rimangono.
Tutti i siti elencati sono visibili sulla mappa.
1. Palmira (Tadmur), Homs
Palmira fu una città carovaniera nel cuore del deserto siriano che prosperò per tre secoli (I-III d.C.) come nodo commerciale indispensabile tra l'Impero Romano ad ovest e l'Impero Partico prima, quello Sassanide poi, ad est. Al suo apice sotto Odainat e la Regina Zenobia (r. 267-272 d.C.) ospitava probabilmente 200.000 abitanti e aveva monumenti di imponenza metropolitana: il Tempio di Bel (I secolo d.C., uno dei templi meglio conservati del Vicino Oriente), il Grande Colonnato lungo 1,1 km con colonne con mensole per statue equestri, il Teatro, l'Agorà, il Tempio di Nabu, le torri funerarie a più piani. Zenobia sfidò Roma dichiarando l'indipendenza e fu sconfitta dall'imperatore Aureliano nel 272 d.C. Nel 2015, l'ISIS occupò Palmira, dinamitò deliberatamente il Tempio di Bel, il Tempio di Baalshamin, l'arco di trionfo e tre torri funerarie, e assassinò Khaled al-Asaad, il custode degli scavi per oltre trent'anni. La città fu liberata nel 2017; i danni sono in corso di valutazione.
2. Apamea, Hama
Apamea fu la capitale della Siria del Nord in età seleucide (III secolo a.C.) e poi una delle principali città della Provincia di Siria romana. Il Grande Colonnato di Apamea — 1.850 metri di lunghezza con circa 1.200 colonne originali in granito grigio — era il più lungo del mondo romano, più lungo di quello di Palmira. Molte colonne scolpite a tortiglione (un elemento decorativo ellenistico insolito in architettura romana), i propilei e i resti del teatro romano sono ancora in piedi dopo i restauri belgi degli anni Sessanta-Settanta. Il conflitto ha causato danni gravi soprattutto al sito attraverso il saccheggio sistematico: immagini satellitari del 2012-2013 mostravano la necropoli completamente sventrata da migliaia di buche di saccheggio con metal detector, comparabili a un campo di battaglia.
3. Ebla (Tell Mardikh), Idlib
Ebla fu una grande potenza commerciale e diplomatica del III millennio a.C. (circa 2400-2300 a.C.) con una popolazione di 30.000-50.000 persone e un'estensione di 56 ettari. La scoperta nel 1974-1976, da parte della missione italiana dell'Università di Roma La Sapienza guidata da Paolo Matthiae, di un archivio di oltre 17.000 tavolette cuneiformi nell'Archivio L.2769 fu una delle scoperte archaeologiche del XX secolo: le tavolette documentano la vita economica, diplomatica e religiosa di Ebla nel XXIV secolo a.C. in dettaglio straordinario, con 1.000 nomi geografici e relazioni con Sumer, Akkad e le città siriane contemporanee. Il sito è nella provincia di Idlib, zona di conflitto attivo.
4. Mari (Tell Hariri), Deir ez-Zor
Mari fu un regno fiorente del III-II millennio a.C. sul medio Eufrate, distrutto da Hammurabi di Babilonia nel 1762 a.C. Gli scavi della missione francese, iniziati nel 1933 dopo la scoperta casuale di una statua durante lavori di disboscamento, hanno rivelato uno dei palazzi reali meglio documentati del Vicino Oriente antico: il Palazzo di Zimri-Lim del XVIII secolo a.C. con 300 stanze, affreschi parietali (tra cui la scena dell'Investitura, il più antico esempio di pittura narrativa mesopotamica di grande formato), e un archivio di circa 20.000 tavolette cuneiformi in accadico che documentano la diplomazia, l'economia e la vita di corte con una ricchezza di dettaglio umano insolita per l'antichità.
5. Ugarit (Ras Shamra), Latakia
Ugarit fu un grande porto e centro commerciale sulla costa mediterranea siriana (XIV-XII secolo a.C.) con contatti documentati con l'Egitto faraonico, il mondo miceneo, Cipro, i Hititi e la Mesopotamia — un crocevia commerciale e culturale del Bronzo Tardo nel Mediterraneo orientale. La scoperta nel 1929, durante gli scavi della missione francese guidata da Claude Schaeffer, di un archivio di tavolette in una scrittura cuneiforme alfabetica fu rivoluzionaria: la scrittura ugaritica è la prima scrittura alfabetica completa conosciuta, con un sistema di 30 segni (consonanti) che è il diretto progenitore dell'alfabeto fenicio e, attraverso di esso, dell'alfabeto greco, latino e arabo. I poemi religiosi di Ugarit (il Ciclo di Baal, il poema di Aqhat) sono tra le prime letterature in lingua semitica nordoccidentale.
6. Bosra, Daraa
Bosra fu la capitale della Provincia Romana d'Arabia (dopo il 106 d.C.) e il punto di partenza della Via Traiana Nova verso il Golfo di Aqaba. Il Teatro Romano di Bosra, del II-III secolo d.C., è uno dei più grandi e meglio conservati del mondo antico: con 37 file di gradinate e una capienza originale di circa 15.000 spettatori, la struttura è quasi intatta perché fu inglobata tra il VII e il XIII secolo in una fortezza medievale araba che sigillò le strutture romane proteggendole dall'uso edilizio medievale. Le mura della fortezza medievale circondano ancora il teatro che fu completamente riportato alla luce dagli scavi siriani nel XX secolo. Patrimonio UNESCO dal 1980.
7. Ain Dara, Afrin
Il sito di Ain Dara, nei pressi di Afrin nel nord della Siria, conserva un tempio della tradizione siro-ittita del I millennio a.C. (XI-VIII secolo a.C.) famoso per la sua iconografia eccezionale: sulla soglia del tempio e sulla navata centrale sono incise impronte di piedi umani di grande dimensione (circa 1 metro), interpretate come le impronte del dio che entra fisicamente nel suo tempio — un'immagine del rapporto tra divinità e spazio sacro senza paralleli nell'antico Vicino Oriente. Le sculture di basalto di sfingi e leoni alati che decoravano gli accessi e le pietre di soglia sono di grande qualità. Il sito subì danni significativi nel gennaio 2018 durante i bombardamenti turchi della regione di Afrin.
8. Tell Brak (Nagar), Al Hasakah
Tell Brak, nel nord-est della Siria vicino alla frontiera turca, fu uno dei primissimi centri urbani del mondo. Nel IV millennio a.C. (circa 3500 a.C.), Tell Brak raggiungeva già 55 ettari di superficie — pari a città mesopotamiche come Uruk dello stesso periodo — e il "Tempio dell'Occhio" ha restituito migliaia di piccole statuette in alabastro con occhi stilizzati che formano un unico lungo paio di occhi (interpretate come ex-voto o come rappresentazioni divine) deposte ritualmente nel tempio. La città fu uno dei nodi del "network urbano" del Levante settentrionale nel III millennio a.C., con connessioni commerciali con la Mesopotamia, l'Anatolia e il Golfo Persico.
9. Qal'at Sim'an (Basilica di San Simeone Stilita), Aleppo
La Basilica di San Simeone Stilita, costruita intorno al 475-490 d.C. attorno alla colonna su cui il santo asceta Simeone aveva vissuto 37 anni (423-460 d.C.) senza mai scendere, è uno dei monumenti cristiani del tardoantico meglio conservati al mondo. Il complesso architettonico — quattro grandi basiliche disposte a croce intorno alla piazza ottagonale che contiene il residuo della colonna — è uno dei più grandi edifici cristiani del V secolo per dimensioni, con una qualità costruttiva e decorativa che riflette il patronato imperiale byzantino. Le facciate delle basiliche con arcate e colonne ioniche, le finestre con transenne in pietra e i capitelli scolpiti sono in buono stato di conservazione. Il sito è nell'area nordoccidentale della Siria.
10. Rasafeh (Sergiopolis), Raqqa
Rasafeh (il nome romano Sergiopolis venne dal martire San Sergio, ucciso nel 303 d.C.) fu una città di pellegrinaggio cristiano del V-VI secolo con due grandi basiliche, mura conservate quasi intatte e un sistema di cisterne monumentali per la raccolta dell'acqua piovana nel deserto che permetteva l'approvvigionamento di una grande città in un'area senz'acqua superficiale. In epoca omayyade (VIII-IX secolo) divenne anche residenza del califfo Hisham e poi del principe Walid. Il sito — nel cuore della Siria orientale controllata dall'ISIS tra 2014 e 2017 — ha subito danni non ancora completamente valutati, ma le mura e le basiliche sembrano sopravvissute.
Esplora sulla mappa
La Siria ha oltre 390 siti documentati nella banca dati, con distribuzione dall'Eufrate alla costa mediterranea, dalla Jazira settentrionale al Hauran meridionale. La mappa mostra questa distribuzione e documenta il patrimonio del paese nonostante le difficoltà di accesso del presente.