I 10 migliori siti archeologici in Iraq
La Mesopotamia — il territorio tra il Tigri e l'Eufrate, corrispondente all'Iraq moderno con parti di Siria e Turchia — è il luogo in cui nacquero le prime città del mondo, la scrittura cuneiforme, i primi codici di legge e la prima grande letteratura: l'Epopea di Gilgamesh. La sequenza storica è vertiginosa: da Eridu (circa 5400 a.C.), il primo insediamento urbano documentato, alle pianure alluvionali sumeriche, all'Assiria, a Babilonia, ai Parti, ai Sasanidi e agli Abbasidi — settemila anni di storia urbana continua in un territorio che non ha il suo pari altrove al mondo. I siti qui elencati coprono questo intero arco, dall'insediamento di Eridu alla Ctesifonte sasanide e alla Samarra abbaside del IX secolo d.C.
Nota di sicurezza: il contesto di sicurezza in Iraq è migliorato significativamente rispetto al decennio 2003-2013, ma varia considerevolmente da regione a regione. La Regione del Kurdistan (Erbil, Sulaymaniyah, Dohuk) è generalmente accessibile ai visitatori stranieri con sistemi di sicurezza sviluppati. I siti del sud (Ur, Uruk, Eridu) e del centro (Babilonia) richiedono di consultare le più recenti indicazioni del Ministero degli Esteri del proprio paese prima di partire. Nimrud e Ninive (area di Mosul) hanno subito danni gravissimi per mano dell'ISIS tra il 2014 e il 2017 e sono in corso lavori di restauro e documentazione.
Tutti i siti sono visibili sulla mappa.
1. Babilonia, Babil
Capitale dell'impero di Nabucodonosor II (605-562 a.C.) e centro della più antica tradizione scrittoria mesopotamica, Babilonia è iscritta nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO dal 2019. Il sito fu la città più grande del mondo nel VI secolo a.C., con una popolazione stimata tra 100.000 e 200.000 abitanti e mura doppie che cingevano circa 900 ettari. Le strutture visibili oggi sono principalmente neo-babilonesi: la Porta di Ishtar, in ceramica smaltata blu con rilievi di draghi (mušhuššu) e tori, fu parzialmente smontata da Robert Koldewey all'inizio del XX secolo e ricostruita al Pergamon Museum di Berlino; una ricostruzione moderna si trova in situ. I Giardini Pensili — indicati come una delle Sette Meraviglie dell'Antichità — non sono stati identificati archeologicamente con certezza. L'uso del sito come base militare da parte delle forze americane e polacche dopo il 2003 ha causato danni documentati alle strutture antiche, incluso il transito di veicoli pesanti su strutture sepolte.
2. Ur, Dhi Qar
La città-stato sumerica di Ur, citata nella Bibbia come luogo di nascita del patriarca Abramo (Genesi 11:31), fu scavata da Leonard Woolley in dodici stagioni tra il 1922 e il 1934 in una delle più importanti campagne di scavo del XX secolo. Le Tombe Reali (circa 2600-2400 a.C.) hanno restituito i corredi funerari più ricchi del mondo sumerico: l'Arpa con la testa di toro in oro e lapislazzuli, corone e monili in oro, interi équipages con carri di guerra, buoi e aurighi sacrificati. Soprattutto, le "death pits" — fosse dove decine o centinaia di cortigiani venivano uccisi al momento della sepoltura reale — documentano pratiche di sacrificio umano d'élite senza paralleli nella Mesopotamia della stessa epoca. Lo Ziggurat di Ur-Nammu (XXI secolo a.C.), parzialmente restaurato dal governo iracheno negli anni Ottanta e ancora parzialmente da un restauro più recente controverso, rimane uno dei monumenti più imponenti del Medio Oriente. Il sito si trova vicino alla base aerea di Tallil, il che ne ha complicato l'accesso negli anni successivi al 2003.
3. Ninive, Ninawa (Mosul)
Capitale dell'Assiria al suo apice sotto Sennacherib (704-681 a.C.) e Assurbanipal (668-627 a.C.), Ninive era una delle più grandi città del mondo antico, con una cinta muraria di 12 chilometri e una popolazione stimata tra 100.000 e 150.000 abitanti. La Biblioteca di Assurbanipal — scoperta da Austen Henry Layard e Hormuzd Rassam tra il 1849 e il 1853 — conteneva circa 30.000 tavolette cuneiformi, tra cui le versioni più complete dell'Epopea di Gilgamesh, la Creazione (Enuma Elish), il Diluvio e i testi medici e astrologici dell'Assiria tarda. Quasi tutte si trovano oggi al British Museum di Londra. Le ricostruzioni moderne dei lamassu — tori androcefali alati alle porte di Ninive — furono distrutte sistematicamente dall'ISIS nel febbraio 2015 in immagini diffuse come propaganda; gli originali erano già stati rimossi da Layard e si trovano al British Museum. I lavori di documentazione 3D e di restauro parziale sono in corso dall'UNESCO e da altri organismi.
4. Nimrud, Ninawa
L'antica Kalhu, capitale dell'Assiria nell'IX-VIII secolo a.C. sotto Assurnasirpal II (che vi tenne un banchetto inaugurale per 69.574 persone secondo l'iscrizione) e Sargon II, fu il luogo dove Layard scoprì tra il 1845 e il 1851 i grandi rilievi assiri oggi distribuiti tra il British Museum, il Louvre, il Metropolitan Museum e altri musei del mondo. I rilievi raffiguranti cacce regali, battaglie e processioni tributarie del palazzo di Assurnasirpal II sono tra le sculture narrative più importanti dell'arte mesopotamica. Nell'inverno 1989-1990, un team iracheno guidato da Muzahim Mahmud Hussein scoprì nelle tombe delle regine under il Northwest Palace tre sepolture con un corredo aureo di straordinaria ricchezza — la cosiddetta "Oro di Nimrud", oltre 60 chili di gioielli regali ora conservati al Museo Nazionale dell'Iraq a Baghdad, sotterrati in una banca durante la Guerra del Golfo e poi riemersi. L'ISIS ha distrutto i lamassu rimasti in situ nel 2015 e poi scaricato i bulldozer sull'intera area.
5. Hatra, Ninawa
Città carovanieria partica (I-II secolo d.C.) e capitale del primo stato arabo documentato, Hatra sfruttava la sua posizione sulla rotta tra la Mesopotamia e la Siria per raccogliere dazi e distribuire merci. L'architettura del sito mostra la fusione culturale caratteristica dell'Impero Partico: iwan mesopotamici, templi greco-romani, decorazioni scultoree con divinità arabe, greche e mesopotamiche coesistono nello stesso complesso. Le iscrizioni sono in aramaico antico. Iscritta nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO nel 1985 e in Lista del Patrimonio in Pericolo dal 2015, dopo che l'ISIS iniziò le distruzioni sistematiche in marzo. I due grandi iwan del Tempio del Sole e le decorazioni architettoniche erano tra le testimonianze più straordinarie dell'arte sincretistica del Medio Oriente antico; le immagini delle distruzioni hanno fatto il giro del mondo. Alcune parti del sito sono meno danneggiate di quanto sembri dalle fotografie.
6. Samarra, Salah ad-Din
La Samarra abbaside fu costruita dal califfo al-Mu'tasim nel 836 d.C. come nuova capitale del califfato per allontanare le truppe turche dall'ambiente urbano di Baghdad — la capitale rimase qui per cinquant'anni, dall'836 all'892 d.C. Il sito include la Grande Moschea di al-Mutawakkil con il suo Malwiya — il minareto a spirale alto cinquantadue metri, unico nell'architettura islamica, costruito in mattoni crudi tra il 848 e il 852 d.C. — e i resti dell'Al-Mutawakkil, la moschea più grande mai costruita (240 × 160 metri, capace di ospitare 80.000 fedeli). Il sito è iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO dal 2007. La Cupola d'oro del Mausoleo degli Imam Hasan al-Askari e Ali al-Hadi — luogo sacro per i musulmani sciiti — fu fatta saltare in aria in un attentato nel febbraio 2006 e poi ricostruita; l'attentato contribuì a scatenare la guerra civile settaria in Iraq.
7. Ctesifonte (Taq Kasra), Baghdad
L'arco di Cosroe — Taq Kasra — è quanto rimane del grande palazzo sasanide di Ctesifonte, capitale dell'Impero Sasanide dal III al VII secolo d.C., quando fu conquistata dagli Arabi nel 636-637 d.C. L'arco parabolico è la più grande volta in mattoni non rinforzati al mondo, con una luce di circa 25 metri e un'altezza di 37 metri, costruito con mattoni crudi sovrapposti senza centine di sostegno grazie a una tecnica di inclinazione progressiva. Ctesifonte era la città più grande del mondo nel IV-VI secolo d.C., con una popolazione stimata tra 500.000 e un milione di abitanti. La struttura si trova ora alla periferia meridionale di Baghdad, parzialmente danneggiata dalle inondazioni storiche del Tigri e dai restauri discutibili degli anni Ottanta. L'accesso è oggi relativamente facile dal centro di Baghdad.
8. Cittadella di Erbil, Erbil
La cittadella — tell artificiale alto trentadue metri sul quale sorge la città storica di Erbil — è abitata in modo praticamente continuo da almeno 8.000 anni, rendendola potenzialmente uno degli insediamenti abitati più antichi del mondo in continuità. Sotto gli strati medievali e ottomani si trovano livelli dell'Età del Bronzo e del Ferro non ancora scavati sistematicamente; la stratigrafia del tell è ancora in gran parte da esplorare. Iscritta nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO nel 2014, la cittadella è stata in gran parte svuotata degli abitanti per consentire i restauri degli edifici storici ottomani e del XIX secolo — con una sola famiglia mantenuta a titolo simbolico per preservare la continuità dell'insediamento. Si trova nella Regione del Kurdistan iracheno, l'area più sicura e accessibile del paese per i visitatori stranieri.
9. Uruk, Muthanna
Uruk fu probabilmente la più grande città del mondo intorno al 3200-3000 a.C., con una superficie di circa 250 ettari e una popolazione stimata tra 25.000 e 50.000 abitanti — numeri che non avevano precedenti nella storia umana. Fu il centro della cosiddetta "espansione di Uruk", un processo di diffusione di tecnologie, stili ceramici e pratiche amministrative che raggiunse la Siria, la Turchia e l'Iran nell'arco del IV millennio a.C. La scrittura cuneiforme nacque qui come sistema contabile — le prime tavolette scritte, datate al 3200-3000 a.C., registrano quantità di cereali e animali. Il sito è stato scavato da spedizioni tedesche a partire dal 1912 e continua a produrre stratigrafie fondamentali. La figura leggendaria di Gilgamesh era originariamente re di Uruk; la città è menzionata nell'Epopea come modello di città ben costruita, con mura che il poeta invita il lettore ad andare a toccare.
10. Eridu, Dhi Qar
Secondo la tradizione sumerica, Eridu era la prima città creata dagli dei — "dove la regalità discese dal cielo per la prima volta". Il sito è anche il luogo delle origini del dio Enki (Ea), il dio della sapienza e delle acque sotterranee, il cui tempio avrebbe avuto le sue radici nelle profondità dell'abisso d'acqua dolce (Apsu). Gli scavi condotti tra il 1946 e il 1949 da Fuad Safar e Seton Lloyd per il governo iracheno hanno rivelato una sequenza ininterrotta di diciotto templi sovrapposti che coprono dal 5400 al 2000 a.C. circa, rendendola uno dei siti con la stratigrafia religiosa più lunga al mondo. Il tempio più antico — una piccola struttura con altare e nicchie — risale alla fase Ubaid I (circa 5400-5100 a.C.) e già mostra l'architettura sacra tripartita che diventerà il modello di tutti i templi mesopotamici successivi. Il sito è poco visitato ma rappresenta l'inizio documentabile della città come forma di organizzazione umana.
Tutti in un colpo d'occhio
L'Iraq concentra nell'area tra il Tigri e l'Eufrate una delle più alte densità di siti del mondo antico. La mappa mostra la distribuzione dei siti sumerici nel sud, dei siti assiri nel nord e dei siti babilonesi e abbasidi nel centro, con le informazioni sull'accessibilità per ciascuna area.