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I 10 migliori siti romani nel Mediterraneo

Roma costruì oltre trecento città e innumerevoli infrastrutture su un territorio che si estendeva dalla Scozia alla Mesopotamia, dalla Germania all'Etiopia. Il "paesaggio romano" — la rete di strade, acquedotti, terme, fori e anfiteatri — è ancora visibile in tutto il bacino del Mediterraneo, spesso in condizioni di conservazione sorprendenti. L'Impero Romano riuscì a mantenere uno standard urbanistico relativamente coerente per oltre quattro secoli su un territorio di sei milioni di chilometri quadrati: una realizzazione senza precedenti nella storia umana che non fu eguagliata fino all'era moderna.

Questi dieci siti documentano la scala e la coerenza di questo progetto urbanistico, scelti per diversità geografica e per qualità della conservazione. Nessuno di questi siti è in Italia — dove i monumenti romani sono già ampiamente noti — ma tutti si trovano in regioni dove i visitatori possono spesso godere di siti di prima grandezza in condizioni di affollamento molto inferiore a Roma o Pompei.

Tutti i siti elencati sono visibili sulla mappa.

1. Foro Romano e Palatino, Roma (Italia)

Il cuore politico, religioso e commerciale dell'Impero Romano per otto secoli. Il Foro Romano — attraverso il quale passarono Cesare, Augusto, Marco Aurelio — è un palinsesto stratigrafico di tremila anni di storia urbana in pochi ettari. I Rostri da cui i tribuni arringavano la folla, il Tempio di Vesta con le vestali, l'Arco di Settimio Severo, la Via Sacra lungo cui sfilavano i trionfi militari: ogni pietra del Foro ha una storia. Il Palatino sopra il Foro conserva i resti dei palazzi imperiali augustei e neroniani, con affreschi e mosaici ancora visibili. Il Colosseo — tecnicamente adiacente — completava questo centro di potere con la sua arena capace di 50.000 spettatori, aperta nell'80 d.C. da Tito.

2. Leptis Magna, Libia

Leptis Magna, a 130 chilometri a est di Tripoli, è la città romana più grande e meglio conservata dell'Africa, e probabilmente del mondo intero dopo Pompei — con la differenza che si estende su centinaia di ettari invece di una decina. Fondata come colonia fenicio-cartaginese, divenne romana nel 24 a.C. e raggiunse il suo apice sotto l'imperatore Settimio Severo (r. 193-211 d.C.), che vi era nato e la dotò di monumenti di generosa magnificenza: il Foro di Severo con la sua Basilica coperta da colonne di marmo colorato, il Colonnato del porto lungo 400 metri, l'Arco quadrifronte con i rilievi di famiglia imperiale. L'anfiteatro, il teatro augusteo, il circo, le Terme di Adriano con i pavimenti a mosaico e il porto monumentale completano una città urbana quasi intatta. Patrimonio UNESCO dal 1982; l'accesso dipende dalla situazione di sicurezza in Libia.

3. Jerash (Gerasa), Giordania

Jerash fu una delle principali città della Decapoli — la lega di dieci città ellenistiche-romane della Giordania e della Siria — e una delle più intatte al mondo. L'Ovale Forum, una piazza ellittica colonnata del I secolo d.C. senza precendenti nell'architettura romana (piazze rettangolari erano la norma), è la struttura più fotografata. Il Tempio di Artemide (II secolo d.C.) con le sue colonne che oscillano ancora leggermente al vento, il Teatro Sud da 3.000 posti, il Cardo Massimo con le colonne originali e i basoli della strada con i solchi dei carri, le Terme del Nord con mosaici policromi, il Tetrapylon e le porte urbane: Jerash è la città romana più intatta del Medio Oriente. Il Festival Estivo di Jerash si tiene ogni anno nel teatro romano. La vicinanza ad Amman (45 km) la rende facilmente raggiungibile.

4. Dougga (Thugga), Tunisia

Dougga, su un altopiano panoramico nella Tunisia settentrionale con vista sulla pianura coltivata, è considerata la città romana meglio conservata dell'Africa per l'integrazione tra strutture e paesaggio. Il Capitolium — tempio dedicato alla triade capitolina con frontone e colonne corinzie — domina il foro. Il Teatro del II secolo d.C. ospita ancora spettacoli estivi. Le terme di Licinius, le terme degli Ciclopi, il Tempio di Caelestis, gli archi onorari e i vicoli in pietra calcarea completano una città che ha ancora la forma di una città romana, non di un campo di rovine sparso. Il Mausoleo di Dougga (II secolo a.C.), preromano, è uno dei rarissimi monumenti architettonici punico-berberi sopravvissuti. Patrimonio UNESCO dal 1997.

5. Caesarea Maritima, Israele

Caesarea Maritima, costruita da Erode il Grande tra il 22 e il 10 a.C. come grande porto del Mediterraneo orientale, fu la più ambiziosa realizzazione ingegneristica del mondo ellenistico-romano del I secolo a.C. Il porto di Sebastos — costruito in mare aperto usando calcestruzzo pozzolanico (opus caementicium) gettato sott'acqua in casseforme di legno — fu una sfida tecnica senza precedenti. Le analisi moderne hanno mostrato una reazione chimica tra il cemento romano e l'acqua marina che lo ha reso più resistente nel corso dei secoli. Il teatro del I secolo a.C. (il più antico teatro romano in Israele), l'ippodromo da 30.000 spettatori, il Palazzo Promontorio (probabilmente residenza di Erode e poi dei prefetti romani, tra cui Ponzio Pilato), le terme e le strade colonnate completano il quadro di una metropoli portuale di primo piano.

6. Efeso, Turchia

Efeso fu una delle più grandi città del mondo greco-romano, con una popolazione stimata di 250.000-500.000 abitanti al suo apice nel II-III secolo d.C. Il Tempio di Artemide — una delle Sette Meraviglie del Mondo antico, quattro volte più grande del Partenone — è quasi completamente scomparso; rimane una sola colonna ricostruita. Ma il sito romano è straordinario: la Biblioteca di Celso (II secolo d.C.) con la sua facciata a due piani di colonne, il Grande Teatro da 25.000 posti, la Via dei Cureti con le terme di Hadrian, le Case a Terrazza (insula su più livelli con mosaici e affreschi intatti visitabili al coperto), il Bouleuterion e il Prytaneion. Le indagini sulle sepolture mostrano che Efeso era una città con una componente di schiavi molto elevata: le ossa mostrano stress da lavoro pesante e carenze alimentari in proporzioni superiori alle media delle città romane. Patrimonio UNESCO dal 2015.

7. Timgad (Thamugadi), Algeria

Timgad fu una colonia militare romana fondata dall'imperatore Traiano nel 100 d.C. per i veterani della Legio III Augusta. Il sito è notevole per la perfetta ortogonalità della pianta: cardo e decumano che si incrociano al centro con il Foro in uno schema uguale a migliaia di altri campi militari romani, ma qui conservato con eccezionale integrità. L'arco di Traiano, le terme pubbliche (almeno cinque complessi termali), il teatro da 3.500 posti, la biblioteca — con le nicchie per i rotoli ancora visibili — e le strade con basoli originali rendono Timgad uno dei siti romani meglio conservati del Nord Africa. La città crebbe ben oltre i confini della pianta originale nel II-III secolo; le strutture extra-muranee mostrano lo sviluppo organico di una comunità prospera. Patrimonio UNESCO dal 1982.

8. Volubilis, Marocco

Volubilis, nei pressi di Meknès, fu la principale città romana della Mauritania Tingitana — la parte del Marocco controllata da Roma — e il punto più occidentale dell'Impero nell'Africa del Nord. Il sito conserva il Capitolium con le sue colonne corinzie, la Basilica (sala del tribunale) con le absidi, l'Arco di Caracalla (217 d.C.) quasi intatto, e soprattutto una serie di domus con mosaici di pavimento tra i più belli del Nord Africa: la Casa di Dioniso e le Quattro Stagioni, la Casa di Orfeo (con l'Orfeo che incanta gli animali), la Casa del Baccanale e la Villa di Venere. I mosaici sono in gran parte in situ, esposti all'aria aperta — un approccio che ne accelera il deterioramento ma che permette un'esperienza di visita straordinaria. Patrimonio UNESCO dal 1997.

9. Segobriga, Spagna

Segobriga, nel Cuenca, fu una città romana di medie dimensioni nella Hispania Citerior, nota soprattutto per le sue cave di lapis specularis — il "vetro naturale" trasparente di gesso selenite che i Romani esportavano in tutto il Mediterraneo come sostituto del vetro prima che la produzione del vetro soffiato si diffondesse ampiamente nel I secolo d.C. Le gallerie estrattive, in parte visitabili, documentano questo commercio ormai dimenticato. Il teatro romano del I secolo d.C., con la cavea scavata nel versante collinare, e l'anfiteatro contiguo sono ben conservati. Il parco archaeologico di Segobriga è uno dei meno affollati della Spagna centrale ma di grande interesse per la specificità della sua funzione economica nell'Impero.

10. Aquileia, Italia nord-orientale

Aquileia, sul golfo di Trieste, fu una delle più importanti città dell'Impero Romano d'Occidente — la quarta città dell'Impero per popolazione nel I-II secolo d.C. — e la porta di accesso all'Adriatico nord-orientale e ai Balcani. Il porto fluviale, le mura, il Foro e il teatro documentano la grandezza della città; ma il monumento più straordinario di Aquileia è il pavimento musivo della Basilica Paleocristiana del IV secolo: 760 m² di mosaici raffiguranti scene bibliche, ritratti del vescovo Teodoro, pesci, volatili e scene narrative, il più grande pavimento musivo paleocristiano del mondo. Il Museo Archaeologico Nazionale di Aquileia espone le collezioni provenienti dagli scavi del sito. Patrimonio UNESCO dal 1998. Aquileia fu saccheggiata da Attila nel 452 d.C. e non si riprese mai completamente, il che paradossalmente preservò molte strutture dalla demolizione medievale.

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I siti romani coprono tutto il bacino del Mediterraneo e oltre. La mappa mostra la distribuzione di oltre un migliaio di siti romani documentati, dall'Atlantico all'Eufrate.

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